Pirite

La pirite è un comune minerale di solfuro di ferro (FeS_2). Conosciuta storicamente come “oro degli sciocchi” per via del suo colore giallo ottone e della lucentezza metallica che spesso traeva in inganno i cercatori d’oro, deve il suo nome al greco pyr (fuoco), per via delle scintille che produce se percossa con l’acciaio.

 

Proprietà

– Respingere le energie negative

– Aiuta a ridurre l’ansia e lo stress

– aumenti la fiducia in se stessi e la forza di volontà

– Stimola la motivazione e aiuta a superare i blocchi emotivi

 

Segni zodiacali

– LEONE

 

Provenienza

I principali giacimenti si trovano in Perù, Italia, Grecia, Spagna, Stati Uniti, Messico, Cina e Francia

 

Tra Storia e Leggenda

La pirite era già conosciuta in epoca preistorica. Se colpita contro un’altra pietra, come la selce, produceva scintille e veniva usata per accendere il fuoco. I manufatti ritrovati nei siti archeologici dimostrano che questo metodo era utilizzato da molte culture preistoriche in tutto il mondo. Nell’antica Grecia veniva utilizzato per creare gioielli. Presso gli Inca veniva utilizzata nei rituali e nelle cerimonie religiose. Per la sua lucentezza dorata, era considerata una pietra sacra associata al Sole, che gli Inca veneravano come un dio. Veniva lucidata per creare specchi da utilizzare nei rituali e per creare gioielli e ornamenti. Gli alchimisti del Medioevo erano affascinati da questa pietra pregiata per la sua ingannevole somiglianza con l’oro vero. Sebbene non contenga oro, gli alchimisti ritenevano che possedesse proprietà mistiche che potevano essere sfruttate per trasmutarlo in oro. Questa pietra semipreziosa è stata talvolta utilizzata come fonte di pigmento d’oro nell’arte e nella decorazione. In particolare, i manoscritti miniati e alcuni dipinti medievali utilizzavano polveri di pirite per creare effetti dorati e metallici. Questa pratica non era così comune come l’uso della foglia d’oro vera e propria, ma offriva un’alternativa più economica. Durante l’epoca vittoriana, i gioiellieri la usavano per creare gioielli, come spille, anelli, collane e simili, grazie alla sua attraente lucentezza dorata. Questa pratica era particolarmente popolare perché offriva un’alternativa economica ed esteticamente gradevole. Solo a metà del XIX secolo il mineralogista austriaco Wilhelm Karl Ritter von Haidinger gli diede il nome attuale.

 

Nella Cristalloterapia

Portarla con sé (in tasca o in un sacchetto in fibra naturale appeso al collo); difficile trovarla montata in gioielli; non è consigliabile dormirci insieme in quanto conferisce vitalità e potrebbe impedire il rilassamento necessario per addormentarsi; ottima durante momenti di meditazione e trattamenti reiki; minerale importante nei trattamenti di cristalloterapia.