Lapislazzuli

E’ una pietra preziosa di colore blu oltremare intenso, conosciuta e utilizzata sin dal Neolitico. Dal suo nome deriva il termine “azzurro”, uno dei tradizionali sette colori dell’arcobaleno. Il suo componente principale è il minerale lazurite, minerale feldspatoide appartenente al gruppo della sodalite, a cui si aggiungono altri componenti secondari: cristalli di calcite, pirosseni, anfiboli, mica e granuli di pirite.

 

Proprietà

– Promuove la purezza mentale e spirituale

– Dona saggezza

– Favorisce l’integrità delle relazioni

– Induce ad essere se stessi

 

Segni zodiacali

– BILANCIA

– SAGITTARIO

– TORO

 

Provenienza

Il lapislazzuli proviene principalmente dall’Afghanistan (montagne del Badakhshan), luogo storico noto per la qualità superiore del blu. Altri giacimenti importanti si trovano in Cile (pietra nazionale), Russia (lago Bajkal), Cina, Canada, USA e Pakistan.

 

Tra Storia e Leggenda

L’utilizzo di questa gemma risale al VI millennio a.C.. La più antica testimonianza di gemme di lapislazzuli proviene dalla cultura di Mehrgarh, diffusa nella Valle dell’Indo e in Afganistan. Per la fase II di questa cultura (intorno al 5000 a.C.), l’origine mineralogica è documentata nella provincia settentrionale afghana di Badakhshan. In Età antica, questo materiale veniva usato in manufatti preziosi, come ad esempio, per ciò che riguarda l’arte egizia, nella maschera funeraria di Tutankhamon, in cui gli occhi sono contornati da intarsi di lapislazzuli e ciascuna delle sopracciglia è composta da diverse piastre di lapislazzuli, mentre nell’ampio collare sul petto e nell’anello sulla mano sinistra sono incastonate pietre di lapislazzuli; in altri punti della maschera di Tutankhamon, venivano invece utilizzate applicazioni di vetro color blu lapislazzuli, ad esempio nelle strisce significativamente più grandi del nemes. La presenza del lapislazzuli è accertata anche in altri gioielli trovati nelle tombe faraoniche. Sempre nell’arte egizia, erano spesso fatti di pietra lapislazzuli gli scarabei sacri. Nell’arte babilonese, nella Porta di Ishtar, che fungeva da ingresso principale alla città di Babilonia, sono utilizzati smalti blu ad imitazione del lapislazzuli. In Età moderna si riprese a usare il lapislazzuli; come esempi si possono citare le coppe e i vasi realizzate per la famiglia Medici, che governò Firenze dal XIV al XVIII secolo. Nell’arte barocca romana di fine Seicento era di gran moda il lapislazzuli, soprattutto perché, con il suo colore azzurro cupo e il pulviscolo d’oro di cui è cosparsa, sembra riprodurre un fondo di cielo stellato. Veniva così importato in abbondanza, sia per utilizzarlo in mobili e gioielli, sia per opere d’arte sacra. A Roma, il grande uso che si faceva di questa pietra rese l’arte del lavorarla un mestiere a sé. Non è un caso, quindi, che la più grande opera d’arte creata da un blocco di lapislazzuli sia conservata nella Chiesa del Gesù di Roma, sopra alla pala dell’altare di Sant’Ignazio di Loyola; è stato utilizzato per realizzare una grande sfera che rappresenta la Terra, indicata da Cristo al Padre Eterno, affinché la benedica; i lapislazzuli dominano tutta la cappella: sono presenti nelle scanalature delle colonne, ricoprono la parete della nicchia della statua del santo, formano lo stemma apicale con il monogramma di Cristo e la base della statua. Sempre a Roma, il lapislazzuli è stato utilizzato nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, per realizzare l’urna di San Luigi Gonzaga e il globo, rappresentante le glorie effimere del mondo, che l’angelo a destra dell’urna allontana con il piede.

 

Nella Cristalloterapia

Lapislazzuli: tutte le proprietà e benefici
La pietra blu della comunicazione a più livelli, fisica, mentale, spirituale. Apre le porte della coscienza e della conoscenza profonda con se stessi e con gli altri.